Los Sanfermines e la “moda” guiri della Fountain Jump

Immagine“La festa di San Firmino (fiestas de San Fermín o Sanfermines in spagnoloSanferminak in basco) viene celebrata ogni anno a Pamplona, capitale della regione spagnola di Navarra.

Il 6 luglio, a mezzogiorno, nella piazza del municipio cominciano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo, o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia le feste. Poco prima di quell’ora il sindaco o un consigliere esce dal balcone del municipio. Sotto, nella piazza, migliaia di persone aspettano il momento e l’ansia collettiva sale mano a mano che si avvicina l’ora. Si stappano centinaia di bottiglie di vino spumante e non solo, dividendole in parti uguali tra lo stomaco e i vestiti propri e dei vicini. La ressa è notevole e per chi arriva tardi è molto difficile avvicinarsi. Palloni gonfiabili di grandi dimensioni rimbalzano tra la folla. Quando la persona incaricata dello sparo si avvicina al razzo, si ode un ruggito generale della popolazione. Con il rumore presente si può appena udire il grido rituale: “Pamploneses. Viva San Fermín, Gora San Fermin!”.

Quindi c’è una specie di attacco di pazzia collettiva e tutta la città cambia in un istante: comincia la festa generale e una ubriacatura mattutina degna di tale nome.

Una delle attività più famose dei Sanfermines è l’Encierro, che consiste in una corsa di circa 800 metri davanti ai tori, che ha come punto di arrivo la plaza de toros. L’encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti.

Tutto ha termine il 14 luglio a mezzanotte quando un nutrito gruppo di pamplonesi e turisti si riunisce nella piazza del municipio per dare l’arrivederci ai sanfermines dopo 8 giorni di baldoria senza freni. Il sindaco esce dal balcone del municipio e ringrazia gli assistenti per la partecipazione ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono, e allo stesso tempo li invita ad essere presenti l’anno seguente. La ciliegina sulla torta è costituita da una salva finale lanciata dalla vicina plaza de los Burgos, mentre i presenti portano candele accese e intonano il breve canto finale.

Tre celebrazioni indipendenti stanno all’origine della festa: gli atti religiosi in onore di San Firmino, anteriori al XII secolo, le feste commerciali e la corrida, entrambe documentate a partire dal XIV secolo. In più, i pamplonesi celebrano il patrono della loro città San Saturnino, il 29 di novembre. Stanchi dell’inclemenza del clima autunnale i cittadini decisero nel 1591 di spostare la festa al giorno del co-patrono di Navarra, San Firmino, il 7 luglio. La coincidenza della festività religiosa, del clamore suscitato dalla festa, e della corsa dei tori danno alla festa l’aspetto che la contraddistingue ai giorni nostri. Il patrono della città, San Saturnino, continua ad essere commemorato con una festa molto più modesta il 29 di Novembre. Per molti visitatori questo fatto porta alla convinzione errata che San Firmino sia il patrono della città.
La festa ha un’origine che risale a vari secoli fa, sebbene la sua forma attuale sia un fenomeno recente, data la singolarità della festa, che senza dubbio è l’evento per il quale più si conosce Pamplona nel mondo. La sua fisionomia attuale, affollata e cosmopolita, è il risultato di una lenta evoluzione che risale al Medioevo.

È considerata come una delle migliori feste del mondo, insieme al Carnevale di Rio de Janeiro e all’Oktoberfest di Monaco di Baviera. La popolazione di Pamplona passa durante questa settimana da 190.000 abitanti a più di 1.500.000 di persone. In questi giorni i residenti che cercano un po’ di tranquillità affittano le loro case ai turisti, che pagano prezzi profumati per poter osservare la corsa dei tori dai balconi affacciati sul percorso o semplicemente per trovare un’alternativa agli alberghi e alle pensioni che registrano il tutto esaurito. La maggior parte dei negozi chiudono, e sembra che in città esistano solo bar, discoteche, ristoranti, ed altre attività relazionate con la festa quali la vendita di souvenir, tra i quali spicca il recente successo di Kukuxumusu.

(fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_di_San_Firmino)

Inoltre, tra la pazzia generale e litri di alcool che scendono, negli ultimi anni è diventata purtroppo una “tradizione” tra gli stranieri (americani, inglesi, tedeschi in particolare) il lancio dalla fontana de Navarreria. Questa nuova tradizione è nota come Fountain Jump o Fuenting E’ una fontana alta circa 5 metri e proprio dopo il chupinazo tanti turisti o “guiris” si riuniscono per lanciarsi da questa fontana. Naturalmente sangria e alcool “aiutano” nell’impresa. QUelli che si lanciano dovranno poi essere presi dai compagni d’avventura.

Come si può immaginare,ogni anno si contano feriti, anche gravi (c’è chi è rimasto addirittura paralitico per questo “giochetto”) e a volte morti.

La tradizione de los san fermines e allo stesso modo quella ancora più folle della Fuenting hanno la stessa essenza del rischio e dell’adrenalina. Ma bisogna essere sempre prudenti perchè anche le cose che possono apparire più divertenti ed emozionanti possono nascondere una tragedia.

http://www.sanfermin.com/

il video de la Fuenting: http://www.20minutos.es/noticia/396564/0/sanfermin/pamplona/guiris/Immagine

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